Volendo spiegare cos’è

 

Quando si sceglie il nome per qualcosa di nuovo che nasce – un progetto, un’associazione, un’azienda, un figlio… – inizia un gioco affascinante, un confronto tra i soggetti coinvolti per tentare insieme la quadratura del cerchio, l’individuazione del punto di equilibrio ideale tra fantasia e razionalità, tra passato (le nostre esperienze) e futuro (i nostri sogni). Qualcosa che emoziona e preoccupa, perché è una responsabilità non da poco, dare un nome ad una nuova “creatura”…

FABILITY è il risultato di questo sforzo, un neologismo un po’ misterioso di cui vogliamo raccontarvi la storia.

Innanzitutto, dentro c’è il concetto di “Faber”, o meglio, di “Homo Faber” (il che fa un po’ ridere, considerando che la nostra avventura è stata, fin dall’inizio, caratterizzata da un’impronta prevalentemente femminile…). Ci piaceva perchè ci consideriamo donne d’azione: ci piace che le nostre idee prendano corpo e si trasformino in realtà concrete, ci affascina l’idea che ciascuno sia artefice della propria sorte. “Faber est suae quisque fortunae”, questo è il concetto, e a dirlo è stato Appio Claudio Cieco (350 – 271 a.C), non proprio una persona qualsiasi: fu il primo intellettuale latino, dedito all’attività letteraria e interessato alla filosofia e non solo. A lui si deve la costruzione del primo acquedotto romano, l’Aqua Appia, della via Appia, che da lui prese nome. Quindi un personaggio storico che ha molto a che fare, con i Castelli Romani.

La teoria dell’homo faber, protagonista delle sue azioni e non più vittima del fato (idea dominante nel mondo classico), si è sviluppata soprattutto in epoca rinascimentale, definendo gli esseri umani come capaci di utilizzare al meglio le proprie potenzialità e quello che la natura ci offre. Ed è qualcosa che si può fare in un modo responsabile, aggiungiamo noi. E qui scatta il secondo concetto che ci ha ispirato nella scelta del nome per la nostra cooperativa: responsabilità, responsability.

Abbiamo scelto di farci carico e di concretizzare le nostre idee e progetti, di farlo in modo responsabile, contribuendo a promuovere concetti e pratiche della responsabilità sociale d’impresa, che va oltre il rispetto delle prescrizioni di legge e individua pratiche e comportamenti che un’azienda adotta su base volontaria, nella convinzione di ottenere dei risultati che possano arrecare benefici e vantaggi non solo a se stessa ma anche al contesto in cui opera.  Questo si traduce nell’adozione di politiche aziendali che sappiano conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del proprio territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità (intesa anche come “aver cura”): si tratta di un altro concetto chiave, per noi, anzi il primo, in ordine cronologico, su cui abbiamo fondato l’associazione Castelli Romani Green Tour, nata nel 2013 per promuovere il turismo sostenibile.

Un tema, quest’ultimo, di crescente interesse, visto che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2017 Anno internazionale del turismo sostenibile, per aumentare la consapevolezza verso le tematiche ambientali e far diventare il turismo un motore per lo sviluppo reale e sostenibile.

Questa, in breve, la storia di com’è nato il nome Fability: una dichiarazione d’intenti, un gioco di suggestioni e assonanze. A noi è suonato bene e pensiamo che ci porterà fortuna, anche se, lo sappiamo e lo dichiariamo già dal nome, dipenderà soltanto da noi…

Alcune parti del sito sono ancora in costruzione… stiamo Fability …ando! 😉