Sostenibile con gusto: il bello e il buono della nostra tradizione gastronomica

DSC_1990_800px L’Italia, si sa, è celebre nel mondo per la sua cucina, o meglio, per la ricchezza delle sue tradizioni gastronomiche, in grado, da sole, di valere un viaggio. Il turismo enogastronomico ha superato i cinque miliardi di fatturato e 2 stranieri su 3 menzionano il cibo tra le principali motivazioni del proprio viaggio in Italia; anche per gli italiani, ovviamente, mangiare bene è importante, in vacanza e non solo. Anche in questo caso si può affermare, senza tema di smentite, che siamo letteralmente seduti sopra un giacimento prezioso, da tutelare e valorizzare nei modi più opportuni. Magari trovando il modo di coniugare l’amore per la buona tavola con la sostenibilità ambientale. Ne abbiamo parlato con Flavia Pantaleo, chef appassionata di cucina legata alle tradizioni del territorio, protagonista delle lezioni di cucina regionale in corso al Villino Volterra di Ariccia.

Cucina e sostenibilità: un’equazione che può funzionare?
Mangiare di meno, ma mangiare meglio – esordisce – Si potrebbe partire proprio da qui per declinare le nostre tradizioni gastronomiche in chiave sostenibile. Dobbiamo imparare a leggere bene le etichette, a privilegiare prodotti italiani selezionati, possibilmente del territorio, di qualità alta, magari acquistandone quantità inferiori, fare attenzione a limitare gli sprechi, producendo anche una minore quantità di rifiuti. Decisamente, per essere sostenibili anche a tavola dobbiamo essere meno ‘spreconi’: quello che portiamo in tavola risulterà più buono, se gli ingredienti sono di prima scelta valorizzano anche un piatto semplice, mentre, al contrario, passare ore ai fornelli per preparare una pietanza elaborata non servirà a preparare un buon piatto se gli ingredienti non sono di buona qualità”. Nata a Napoli da una famiglia dalle origini composite, Flavia ha trascorso molti anni a girovagare per il mondo, entrando in contatto con culture diverse e con le loro tradizioni gastronomiche. “Cucinare ispirandomi alle ricette del mio paese – racconta – è da sempre, per me, un modo per restare in contatto con le mie radici.

DSC_2060_800pxOggi abbiamo sempre fretta e non c’è più tempo per cucinare, ed è un peccato perdere certi saperi antichi”. Molto apprezzati, a livello internazionale, i suoi corsi di cucina – alcuni dei quali tenutisi negli Stati Uniti e in Giappone – di cui si è occupata anche la STAMPA ESTERA. Da circa 10 anni collabora con Homefood, un’associazione che ha fatto della tutela delle tradizioni gastronomiche italiane il proprio cavallo di battaglia. Homefood propone corsi e percorsi dedicati alle ricette regionali, dalle lezioni di cucina a cene e pranzi in cui gli ospiti condividono la tavola con le Cesarine, ovvero una selezione di padrone di casa disposte a condividere il proprio patrimonio personale e familiare di sapienza, tradizione e cultura nascosto nelle ricette della nostra cucina regionale. Gli ospiti si siedono alla loro tavola e imparano come si cucina, ma anche come si scelgono gli ingredienti, come si apparecchia la tavola e tanti altri dettagli che rendono la cucina italiana davvero unica al mondo. Flavia ha anche fondato Italy Foodnest, un’associazione che, per imparare a cucinare italiano, propone location particolari, come nel caso del Villino Volterra.

DSC_1972_800pxCome vengono selezionati gli ingredienti per i tuoi corsi di cucina?
“Cerco di coinvolgere i partecipanti anche nell’acquisto dei prodotti che utilizzeremo, insegnando a selezionare i prodotti migliori, non troppo manipolati, possibilmente a chilometro zero. Partire sempre da ingredienti di ottima qualità è il primo, importantissimo passo per imparare a cucinare bene”.

Come nascono i menu che proponi nelle tue lezioni?
“La cucina è da sempre la mia passione, da bambina passavo molto tempo a guardare mia nonna cucinare, ho imparato tanto da lei, poi ho approfondito, studiato, fatto ricerche storiche, assaggiato, viaggiato, osservato le tradizioni di altri paesi. Tutto questo mi ha formato e mi ha consentito di fare esperienze che trasmetto con il mio lavoro. Quando scelgo una ricetta penso anche, laddove è possibile, a semplificarla e ad alleggerirla negli ingredienti e nei condimenti. Per la scelta dei piatti, c’è solo l’imbarazzo della scelta, vista la ricchezza delle nostre tradizioni gastronomiche regionali” Al Villino Volterra Flavia ha iniziato un “giro d’Italia a tavola” consistente in un ciclo di lezioni con dimostrazioni pratiche e successive degustazioni, che finora ha fatto tappa in Sicilia e a Napoli. Il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 4 e sabato 5 dicembre (il successo delle due precedenti lezioni ha fatto decidere di duplicare la prossima tappa), che si terranno rispettivamente dalle 18 alle 21,30 e dalle 10 alle 13,30.

Quale sarà il tema della prossima lezione?
“Protagonista sarà la cucina ebraico-romanesca: il menu prevede polpettine di baccalà, gricia alla giudia con carciofi, aliciotti con le indivie e torta ebraica con mandorle ed arance”.

info sul sito del Villino Volterra

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