Giornalisti nell’erba: a scuola di greenicità

Venerdì 29 maggio all’Università di Tor Vergata le premiazioni dei piccoli reporter, attori principali di un progetto che coniuga educazione ambientale, informazione e tecniche di comunicazione. 7mila studenti di tutta Italia e 10mila scuole coinvolte.

giornalisti1Il Corriere della Sera li ha definiti come “piccole vedette per l’ambiente, veri e propri equipaggi per il cambiamento”, la Stampa come “la corazzata di giornalismo ambientale”. Il Fatto Quotidiano ne parla come del “concorso in cui vince sempre il futuro migliore”. Sono migliaia di ragazzi che hanno dato vita in questi anni alla più grande e più giovane redazione “green” del mondo: i Giornalisti nell’Erba. Ne parliamo perché è una bellissima esperienza da raccontare, e perché è nata nel nostro territorio (e di questo siamo molto orgogliosi!): l’associazione di promozione sociale Il Refuso che gestisce il progetto ha sede a Colonna, il più piccolo dei Castelli Romani.

Tutto nasce da un’idea della giornalista Paola Bolaffio, che, a partire dal 2006, ha voluto realizzare un progetto pensato per le giovani generazioni, centrato sui temi ambientali, andando progressivamente a colmare un vuoto nel sistema educativo italiano, con risultati entusiasmanti. Educazione ambientale, informazione e tecniche di comunicazione insegnate con un linguaggio essenziale e strumenti giornalistici e tecnologici: questi gli ingredienti che, uniti ad una dose massiccia di passione per le materie in questione, hanno dato vita ad una rete educativa in cui interagiscono professori, giornalisti, ricercatori ed imprenditori. Ed i ragazzi, naturalmente, destinatari del progetto in cui sono stati coinvolti in maniera attiva: finora sono stati in 7mila, dai 3 ai 29 anni, un esercito entuasiasta di partecipare ai laboratori di giornalismo ambientale. Giornalisti nell’Erba – gNe, per gli amici – si traduce infatti in attività di formazione svolte in 10mila scuole, workshop, conferenze, laboratori ludo-didattici, meeting per i docenti, un giornale online ed un premio di educazione ambientale, giunto quest’anno alla sua nona edizione: i premi verranno assegnati venerdì 29 maggio al CampusX dell’Università di Tor Vergata, a Roma.

La formula educativa di Giornalisti Nell’Erba ha ottenuto molti insigni riconoscimenti ed è riuscita a coinvolgere partner di grande prestigio come il Consiglio dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Agenzia ANSA, ESA (Agenzia Spaziale Europea), Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e Spazio Europa e, tra gli altri, i patrocini di Ministero dell’Ambiente e ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Il progetto Giornalisti Nell’Erba coinvolge ambientalisti, ricercatori, scrittori, direttori e caporedattori di tante tra le maggiori testate nazionali, che sono giurati nel concorso e interlocutori dei gNe nelle altre attività del progetto.

PaolaBolaffioIl tema 2015 del Premio Giornalisti nell’Erba è “#oltre”. Chiediamo a Paola Bolaffio, project manager e direttore responsabile di gNe, di spiegarcene il significato.

“L’idea è quella di cercare di stimolare riflessioni che vadano oltre anche i pregiudizi (pure quelli degli ambientalisti, che ne hanno tantissimi e che per questo risultano sempre ‘secchioni’ antipatici e catastrofisti) e cercare di arrivare il più presto possibile a non dover parlare ed etichettare ed usare parole come ‘ambiente’, ‘ambientale’, ‘ecologista’, ‘sostenibilità’. ‘green’, perché tutto è diventato talmente normale e quoditiano che non ha bisogno di distinguersi. Vorrei che non esistessero piu i giornalisti ‘ambientali’, vorrei che tutti i giornalisti avessero assimilato abbastanza e non ci debba essere più la pagina dipinta di verde per distinguerla dalle altre. E’ un troppo ‘oltre’, lo so, ma per me che ho una certa… per i giovani, deve essere un tentativo, una speranza reale”.

  • Qual è la formula utilizzata con successo da GnE, visti i bellissimi risultati, per fare educazione ambientale?

“gNe parla quoditiano, gNe traduce in maniera concreta ciò che in genere non è facilmente digeribile e, tramite i suoi ‘media’ (i giovani e i giovanissimi) tenta di far arrivare l’ambiente quotidiano su tutte le tavole (visto che siano nell’anno di Expo). Quando un ragazzino di 9 anni viene chiamato a spiegare ‘come si parla di scienza e di ambiente’ all’accademia dei Lincei, e questo ragazzino è il nostro responsabile pagine esteri, sono soddisfazioni! Così come sono soddisfazioni quando vedi i viceministri intervistati dai gNe che all’inizio pensano di avere a che fare con dei ragazzini e poi, alla prima domanda, cominciano a sudare. Sono soddisfazioni quando i gNe più ‘anziani’ di un campo Rom di Roma insegnano ai più piccoli a fare l’orto e agli adulti a risparmiare acqua. Tante tantissime, soddisfazioni. E’ per questo che non molliamo”.

Un’altra grande soddisfazione è stata veder partecipare al concorso nazionale gNe anche due giovani detenuti del carcere di San Gimignano. L’iscrizione al concorso ha dato loro la possibilità di confrontarsi con dei coetanei, di andare oltre i confini della loro cella, di ritrovarsi ragazzi e non solo carcerati, di riappropriarsi di un rapporto positivo con l’ambiente, come racconta questo articolo de La Stampa.

“Una soddisfazione – sottolinea Paola – è quando scopri che Giornalisti nell’Erba è anche un modo per andare OLTRE le sbarre del carcere”.

  • E i possibili sviluppi futuri del progetto?

“Sperimentiamo nuovi giornalisti, non solo tematicamente, ma anche tecnicamente, testando nuove forme di racconto. Speriamo di vincere la sfida che ancora nessun grande editore italiano ha tentato – conclude – quella di fare informazione con ogni mezzo, persino sperando un giorno di poter rientrare delle spese…”

Già. Perché anche progetti belli e ambiziosi come questo faticano ad autosostenersi, perchè le soddisfazioni, da sole, non bastano a far quadrare i bilanci e perché “gli editori, oggi, non riempiono le casse con l’informazione, ma con altro”.

Daniela Da Milano

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