Erba Regina: l’arte di stare bene esplorando la natura con i 5 sensi

Una country house alle porte di Frascati dove sono di casa le erbe aromatiche e officinali, i progetti di inclusione sociale, la buona cucina e la buona musica. Un’articolata proposta di turismo esperienziale illustrata da Maria Regina Bortolato, che ci racconta come il suo sogno è diventato realtà.

DSC_0611C’è la maggiorana che ha proprietà calmanti e espettoranti, cura il mal di testa e insonnia. La salvia: digestiva, cicatrizzante, antiinfiammatoria. Il timo: disinfettante e antinfiammatorio, ottimo per i malanni dell’apparato respiratorio e per la disinfezione del cavo orale. La mentuccia: regolarizza l’intestino, efficace contro acne e reumatismi. L’elenco potrebbe essere lungo, anzi lunghissimo, considerata la passione di Maria Regina Bortolato, anima della country house Erba Regina, per le piante officinali. Una passione vissuta con la testa e con il cuore e che, quattro anni fa, l’ha convinta ad un cambiamento di vita radicale: acquistare tre ettari di terreno e 400 metri quadri di fabbricati alle porte di Frascati per realizzare il suo sogno.
Le erbe officinali sono infatti il filo conduttore di tutte le attività che qui sono nate: sono oltre 100 le specie presenti, alcune trapiantate da luoghi magici come il vicino sito archeologico del Tuscolo, altre che non c’è neanche bisogno di coltivare: basta farsi una passeggiata monitorando con pazienza il terreno, per fare scorta di tesori selvatici.

DSC_0618“Erba Regina – racconta l’interessata – è nata da un progetto di cambiamento di vita, ricerca di cose semplici e antiche memorie, scoperta di saperi e sapori. Ho cercato il posto giusto per realizzare il mio progetto, poi, dopo essere stata per anni manager di grandi aziende e aver girato il mondo, mi sono rimessa a studiare per acquisire nuove competenze”: in agricoltura ma anche come erborista, cuoca, sommelier, assaggiatrice di olio. “Sono nata a Treviso – prosegue – dove la mia famiglia aveva una piccola azienda. Per noi lavoro, vita, famiglia, erano legati indissolubilmente. Poi sono andata a Venezia a studiare economia, il lavoro mi ha portato lontano e, dopo anni vissuti a Roma, sono approdata ai Castelli Romani”. Maria Regina ha scelto quest’area “perché volevo andare a vivere in un posto che avesse una sua identità” e ha iniziato l’iter burocratico per trasformare la vigna e l’oliveto di un privato in un’azienda agrituristica, attivandosi anche per ottenere il riconoscimento come azienda biologica (attualmente è nella fase di conversione). Chiede la consulenza degli esperti dell’Orto botanico dell’Università di Tor Vergata: nasce una collaborazione, scambi di piante e di esperienze sul campo.

DSC_0607L’azienda produce erbe officinali fresche ma anche essiccate, oli essenziali, distillati, saponi, creme, patè e conserve, realizzate anche con la frutta: ci sono 30 specie di alberi, tra cui 10 tipi di meli e 9 di peri, oltre alla vigna (4mila metri di vitigni del Frascati e Cabernet Sauvignon) e a 130 olivi. Non manca l’orto e alcuni alberi con proprietà officinali, come la canfora, il biancospino, il tiglio, la rosa canina. Numerosi gli ingredienti che contribuiscono a dare sapore e un’identità particolare ai piatti serviti dal ristorante.
La country house punta sul turismo esperienziale: “Chi viene qui – prosegue Maria Regina – è alla ricerca di un soggiorno in un’area ricchissima di storia, natura, cultura, archeologia, ma anche della possibilità di conoscere da vicino le erbe officinali, condividere le nostre attività, imparare nuove cose, vivere esperienze che coinvolgono i cinque sensi”. Dieci le camere a disposizione, per un totale di 22 posti letto. Spesso chi arriva ha anche l’opportunità di partecipare ad una serata di musica dal vivo (più o meno con cadenza settimanale): i generi spaziano dalla classica al jazz, dai suoni provenienti da altri paesi al blues, filo conduttore la buona musica, ovviamente.

E poi ci sono loro, i ragazzi “diversamente abili”, che, in alcuni giorni della settimana, sono qui per dare il loro contributo alla creazione di una comunità senza distinzione di classe e di abilità, grazie alla collaborazione con Alchimia, un’associazione di promozione sociale. Da questa collaborazione è nato il progetto AlchiBio, che punta a creare prodotti che valorizzano saperi e sapori antichi favorendo l’inclusione sociale di persone svantaggiate mediante il loro impegno diretto nella produzione. “Crediamo nell’importanza della valorizzazione del territorio – conclude Maria Regina – anche attraverso la creazione di una rete tra gli operatori, compresi quelli sociali. Una delle motivazioni che mi ha spinto è stato un bisogno di comunità che non credo sia soltanto mio: penso che sia importante stare insieme indipendentemente dai soldi, posizione sociale, capacità, doti. Da soli si sta male e solo insieme, accettando le nostre fragilità, possiamo essere contenti”.

Daniela Da Milano

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